Vivian Maier: una storia che inizia dalla sua fine.
June 29th, 2011

Vivian Maier // SelfPortrait // June 16 1956 // New York
Vivian Maier. Un nome che vi dirà poco, forse nulla considerato che anche molti amatori non la conoscono. Una delle prime Street Photographer. Una donna un po’ mascolina, con un caschetto di capelli neri e uno sguardo triste, malinconico. Un talento fotografico tenuto nascosto per oltre 50 anni ed acquistato per pochi dollari ad un’asta.



Una storia che ha del miracoloso la sua e al contempo una storia altrettanto triste. Sono i primi anni ’30. La cattolica, solitaria, bruttina e sensibile Vivian si trasferisce dalla Francia nei grandi States. Ecco una babysitter, una famiglia borghese, 3 bimbi d’accudire, lunghe passeggiate ed una fotocamera. Per Vivien era solo un hobby. Fotografare non era null’altro. Tant’è che le sue foto sarebbero rimaste inedite non fosse stato per un agente immobiliare John Maloof che acquistò uno stock di vecchi rullini ad un’asta. Vivan era caduta in miseria, quelle foto e i suoi mobili requisiti con un pignoramento. Ma mai acquisto fu così azzeccato per Maloof.



Capii subito. Un archivio di oltre quarantamila foto che sbalordiscono per la sicurezza di composizione, i soggetti, lo sguardo smaliziato e curioso. Foto che richiamano alla mente altri nomi, quelli grandi, altisonanti, conosciuti, ma -piccolo particolare- venuti dopo di lei. Una Arbus per esempio, e non solo per la scelta di formato. Abbott, Levitt, Erwitt e molto altro. Una fotografia che riassume in sguardi, scorci e dettagli l’animo di quegli anni. Con un manierismo contemporaneo che però non si può definire nemmeno tale. Maloof aveva cercato di contattarla circa un anno dopo l’acquisizione della collezione, dopo aver scoperto il suo nome, scritto a penna con una accurata grafia di altri tempi, a margine di una busta porta negativi. Digitando le parole Vivian Maier su Google aveva trovato però solo un annuncio mortuario.
“Vivian Maier, nata in Francia e residente a Chicago negli ultimi 50 anni è morta serenamente lo scorso lunedì – recitava così il necrologio apparso su un quotidiano locale – Seconda madre di John, Lane e Matthew. Uno spirito libero che ha magicamente toccato le vite di chi la conosceva. Critica cinematografica e straordinaria fotografa”.



Da qui ha inizio la storia di Vivien Maier fotografa. Dalla sua morte. Un blog in cui pian piano viene mostrato il suo lavoro, accuratamente selezionato. 6×6 il formato da lei prediletto. Una storia in continua evoluzione che non smette di affascinare. E mentre tutti i negativi sono stati scansionati ci sono ancora circa 600 rullini che attendono di essere sviluppati. Nella collezione acquisita da John solo un paio di immagini sono state stampate in piccolo formato da Vivian, quanto basta per pensare che nelle volontà della fotografa non ci fosse l’idea della divulgazione e dell’esposizione di questi incredibili scatti.
Questo il trailer del Film a lei dedicato:



























stupendo
max dembo
30 Jun 11 at 4:19 pm
stupende!
francesca
15 Dec 11 at 7:43 pm
mi piace questa Vivien Maier. Mi piace soprattutto la foto della peste con l’orologio.
viviana
21 Feb 12 at 3:18 pm