TARNATION
February 2nd, 2012
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E’ sconcertante. Inutile nascondersi dietro un dito. Lo è ancora di più, se evidenziamo il fatto che non è qualcosa di recitato. Quanto avete visto, è l’estratto di un documentario autobiografico Tarnation di Jonathan Caouette. Non è fiction. 88 minuti di vita vissuta, un film girato nell’arco di oltre 20 anni. Super 8, VHS, fotografie, perfino messaggi di segreterie telefoniche. Un dispiegarsi di frammenti che ricompongono con proprio il fil rouge che a tratti è mancato nell’ordito della vita di questo personaggio. Il rapporto con la madre Renee, malata di mente.La sua omosessualità. Il frammentarsi di un’identità che cerca disperatamente un appiglio nel reale. I mezzi da cui nasce questo documentario sono basici, per così dire. Nulla di costoso o altamente tecnico. Tutto a dimostrare che a volte non è la tecnica a fare la differenza, ma il vissuto, il cuore, l’emozione intrinseca di una storia.

Un padre assente, una madre impossibilitata nell’accudirlo. Caouette si ritrovò così a vivere nell’area di Houston con i nonni, Adolph e Rosemary Davis. Nonostante non smentiscano nemmeno loro la dilagante follia familiare, riescono a fornire a Jonathan il supporto necessario per un’esistenza serena. Entro i limiti frastagliati delle problematiche umane che vive. E di supporto gli fu anche il nostro amatissimo Cameron Mitchell, regista di Shortbus. Avvisò Stephen Winter, direttore artistico al tempo del Mix di NY, che decise di produrre il film di Johnatan. Ma non è finita, perchè arriva Anche Gus Van Sant. Ed ecco il trio: Mitchell, Van sant e Winter. Tutti a supportare Caoutte. Quell’attore, regista, artista, o forse più semplicemente Uomo, che verrà infine celebrato al Sundance Film Festival del 2003 ( Frontier Section ) .

E’ anche la scelta della musica a colpire il nostro già straziato cuore: Marianne Faithfull, Lisa Germano e Glen Campbell. Voci calde e vischiose che scendono lente nelle nostre vene d’inguaribili malinconici. Dolly Parton, i Low e Mark Kozelek. Una lista di cantautori e musicisti ricercati e complementari ad un racconto difficile. Una contemporanea passione, in cui il peso del portare la croce di una vita complicata -per usare un ottimistico eufemismo- è alleviato da un approccio che rimane sempre speranzoso. Il sorriso, una soggiacente ironica forza nel guardare avanti comunque vadano le cose, rappresentano la spinta naturale che si prova nell’arrivare fino all’ultimo minuto di questo film. Di questa Vita. Di questa Storia.


























