Daniel Arsham
February 25th, 2011

Clouds. Wolken. Nubes. Nuvens. Nuages. Nubi. Essere metereopatici all’ipocondria non è mai stato così divertente, soprattutto da quando pixel fa rima con Arsham, Daniel. Genau.
Dan Mountford
February 24th, 2011
Gustav Willeit
February 22nd, 2011

Quando ho visto questa foto, ho pensato immediatamente ad un quadro : il “Viandante sul mare di nebbia” di C. D. Friedrich. Semplicemente un’altra prospettiva, sempre e comunque un piccolo uomo di fronte alla grandezza della natura, al (talvolta) sconfortante “gigantismo” di quello che ci circonda e talvolta dimentichiamo immersi in queste giungle di cemento. Un fotografo cresciuto in mezzo alle alte vette di una valle incastonata nelle Dolomiti, quelle che la sera, quando il sole tramonta stanco, si tingono di rosa.
Blow By Blow
January 26th, 2011

Sembra una maledizione quasi. Un’altra donna carismatica, brillante ed eclettica che decide di farla finita. “Stop ai giochi. Io me ne vado.” Il talento, sembra essere evidente, porta con sé un quantitativo di sensibilità tale da esser intollerabile a volte. Un fardello troppo pesante per sopportarlo una vita intera.
Ghost
January 24th, 2011

Sicuramente uno come Gregory Crewdson che nell’uso della luce è meastro e della perfezione scenografica ha fatto scuola, qualche appunto a questo corto potrebbe anche farlo. Ma ad una prima occhiata direi nemmeno troppi. Credo sia uno di quei casi in cui l’allievo potenzialmente può aver superato il maestro, o lo farà presto. Fotografia eccezionale, postproduzione da paura e una poetica cruda, tagliente e al contempo morbida e dolorosamente dolcissima.
Gregory Crewdson
January 24th, 2011

No, non vi sforzate di capire da quale set sia presa. Non si tratta di cinema, anche se vi sembrerà impossibile. Questa è fotografia, una sola fotografia, in un set in cui non verrà battuto nessun ciak.
Fabio Viale
January 22nd, 2011

Guardate questa immagine. Polistirolo? No. Vi sbagliate e di grosso. Pesantemente. Sì, perchè il materiale di cui è fatto è il marmo, quello che usava Michelangelo e che la scultura sembra aver dimenticato da un po’. Fabio Viale, giovane cuneese poco più che trentenne, lo riporta in auge con le sue magnifiche creazioni.



























