Richard Avedon è tanto bello quanto bravo.
May 5th, 2011

Esiste un modo di fare fotografia che è diretto e perfetto, un dono. Di pochissimi. Uno schiaffo in viso da cui non ci si può salvare, una morsa estetica da cui non si può sfuggire. Richard Avedon è uno dei maestri di questa scuola, uno di quelli che ti strappa il respiro e te lo restituisce giusto in tempo.

Anche i non appassionati lo conoscono. Richard Avedon è un nome, una celebrità, un artista nominato, famoso e ricordato. Un top mind se si parla di fotografia, o forse anche no. Fatto sta che se ti capita una sua foto, sicuro che ricordi chi è.

Fashion nel midollo, ma non nel senso becero del termine. Un couturier dell’immagine. Perfetta, delicata, pura, celebrativa. Richard Avedon rende spettacolari, perfetti e da “star”, i volti delle persone più comuni e normali, come nel suo progetto In the American West.






Reportage e ritrattistica dei nomi più celebri. Tutti passano attraverso l’obbiettivo di questo fotografo. Coglie occhi forti e sicuri alla Picasso e si sofferma su lo sguardo perso e sconsalto di Marylin Monroe.


Con la stessa raffinata sapienza, ridisegna i profili del genere umano, fotografa simboli, icone del mondo dell’arte, musica e cinema. Chiunque tu sia per un momento sei protagonista, soggetto assoluto di un capolavoro. Un passato come fotografo che nasce nella moda e una storia che racconta molto altro. Reportage e documentaristica ripulita da quella patina di distacco, colma d’ironia e gratitudine. Venezia, New York e Santa Monica. Avedon è reporter, fotografo da studio, d’assalto e di cuore, soprattutto.





Avedon marchia ogni singola immagine con una cifra stilistica precisa, netta graffiante. Ampi sfondi bianchi e super definizione, bruciatura a volte. Nulla a che fare con la versione post moderna di Richardson. Nulla davvero. Avanguardia, innovazione quanto profonda sapienza anche in una scuola di fotografia che si potrebbe definire più classica, o classicista. I suoi ritratti di moda del primo Secondo dopo guerra lasciano senza fiato. Situazionismo contro posa in studio. Il risultato è uno strabiliante e versatile continuum di slanci genuini e richiami ad un sottobosco culturale vivace e florido. Modigliani e composizioni cubistiche, pose plastiche contro sorrisi e occhi strabuzzati.



Avedon è la prova di quanto la vita sia speciale anche in quella che chiamiamo banalità, di quanto sia significativo esser grati se siamo fortunati. Avedon è pura celebrazione e gioia per la vita, qualunque essa sia.



























Bel post e bellissimo blog, leggero ma non superficiale.
Davide
7 Dec 11 at 3:20 pm
Ti ringrazio.
E l’obbiettivo è esattamente quello.
Leggerezza ma poesia e contenuto.
Irene Pollini Giolai
7 Dec 11 at 3:23 pm