Perchè da oggi amerò sempre Cattelan
ottobre 11th, 2012

Cattelan mi era antipatico. Non potevo sopportare l’idea che ci potesse fare tutti fessi. Mi sentivo parte di quelli che lui voleva fottere, in questo suo grande gioco artistico. Ero dalla parte dell’Arte quella che lui da sempre prende così in giro. Poi ho capito e dopo la donazione di L.O.V.E. mi sono perdutamente innamorata.
Proprio in Piazza Affari, di fronte alla borsa, dove rimarrà per i prossimi 40 anni troviamo L.O.V.E.. Un’opera massiccia in marmo del caro Cattelan, un saluto fascista senza tutte le dita meno il medio. Così, per caso. Per 4 decenni manderà a quel paese il nostro cuore economico. Un vero peccato non sia possibile averne una copia da mettere giù di fronte a Palazzo Chigi. La mia antipatia verso di lui aveva avuto inizio nel 2004, con i suoi piccoli impiccati di piazza XXIV° Maggio a Milano.
Ero giovane, ma da sempre amante dell’arte, non potevo non interessarmene. Avevo addirittura deciso di prendere un treno e venirli a vedere quei suoi bambini tanto discussi. Ma non feci in tempo, durarono meno di 24 ore. Vuoi la rabbia di non averli visti, vuoi la mia spiccata sensibilità verso certe tematiche, li avevo trovati forti. Troppo forti proprio perchè esposti pubblicamente. “Inutili però”, direte voi, se portati dentro delle sale museali. Forse, ma come al tempo, rimango dell’idea che devo poter decidere di vedere certe cose e devo proteggere chi non è in grado di capirle, chi non è adulto. Almeno questo lasciatemelo fare. Fatto sta, che dopo quell’episodio avevo sviluppato un’ avversione totale e totalizzante. Un po’ come da bambini, quando a scuola c’è quello davvero figo e invidiato. Quello così intelligente che può fare metà degli altri e riuscire il doppio. La volta che sbaglia non gliela perdoni. Tutti lo massacrano contenti finalmente di potersi rifare. Roba da invidiosi e piccini.
“Him”

Ecco, con Cattelan è andata più o meno così. Va così per molti a dire il vero, non solo per me. Solo che è difficile ammetterlo. Così ci si appende all’inutilità delle sue impagliature per lasciar di lato i grandi smacchi concettuali che matematicamente opera (e ha saputo orchestrare) da anni al sistema dell’arte. Cattelan fa diventare permalosi e questa è un’arte. Pensiamo allo scherzetto della Biennale Dei Caraibi. Cattelan è il maestro della presa in giro. Dello sberleffo. Dei tempi nostri e del nostro bel paese quindi. Si arrabbia chi ancora vuole prendere certe cose troppo sul serio. E io ero tra quelle. Ancora innamorata di un’idea di Arte che chiaramente è morta. “Dopo il Dada, tutto è relativo no?”
“La Nona Ora” 
Molto amato e ovviamente molto criticato. Inutile negare però che -ogni tanto- perivo sotto i suoi colpi: Il Papa, il meteorite della Nona ora, Hitler chinato in preghiera in Him, la sua biennale del 1993. Delle genialate a cui non si può rimanere indifferenti. Ho cominciato a chiedermi perché lo facesse, a studiarmelo. A leggere di lui ma anche di tutto quello che oggi è l’arte e le sue regole: mercato e critica. E il suo atteggiamento ha cominciato a urtarmi sempre meno. Si prende gioco di tutti, forse perchè quasi tutti vanno presi in giro. E lo fa così bene che in molti non se ne rendono neppure conto. O ancor peggio, accettano la burla perché gli frutta. Schiavi del denaro e conseguentemente di Cattelan. Deride il sistema, lo manda a fan culo ancora una volta. Ci campa, ci mangia, si arricchisce sul sistema. E il sistema che cosa fa? Lo celebra. Cattelan regala al comune un bel vaffanculo e venerdì tutti a festeggiarlo. Cattelan è un genio, molto più di Hirst perchè profondamente ironico. L’ironia è sintomatica di grandissima intelligenza. E’ uno di quegli artisti che un giorno guarderemo come cardine perchè sta trasformando l’arte in qualcosa di diverso senza nemmeno farcelo pesare: sta portando avanti una remunerativa ribellione rispetto ad un sistema operando però da dentro e cibandosi di quest’ultimo. Critica sociale che vale alla vendita centinaia di migliaia di Euro. O che non si può vendere. Come posso non amare un uomo che ha messo in piedi “la Biennale dei Caraibi” del 1999? Cattelan mi era antipatico perchè pensavo s’accodasse a tutto quell’atteggiamento presuntuoso di certa Arte minandone così le fondamenta. Invece no. Quell’arte la ridicolizza perchè ahimè non può più esistere. Cattelan è contemporaneo, figlio (di mignotta) del suo tempo che il tempo (giustamente) se lo cavalca. Prendendo pure in giro gli stessi che lo decantano, prendendo in giro sé stesso e il suo ruolo. Cattelan è un genio e al contempo è uno che da voce a molti di noi. Va solo capito. Non c’è presunzione nella sua arte ma solo profonda e giocosa critica. Perchè a fare i seri nessuno ci guadagna o forse più nessuno ne è davvero capace. E’ un maestro dell’azzardo, del bluff. E’ uno di quelli che ha deciso che l’arte quella “che la potevo fare anch’io” (che Bonami ben spiega) si prende troppo sul serio ed è necessario progredire. “Scardiniamola, da dentro” sembra voler dire. Non è un ciarlatano, ma uno che i ciarlatani li vuole sfruttare (se non mascherare) e quindi si comporta e si mischia a loro. Cattelan certo non è un’artista come Michelangelo, ma ha il suo stesso valore perchè, come Michelangelo parlava del suo tempo al suo tempo, così fa lui. Forse pochi altri sanno parlare dell’Italia come fa Maurizio. Mi ci è voluto un po’ per capirlo e un dito enorme in una piazza. L’arte deve parlare del presente e lui lo fa in modo esemplare: mandando tutti (meritatamente) a fan culo.
























Direi che con questo articolo mi hai realizzato la giornata.
Ora camomilla, e letto felice.
Grazie.
Riccardo
11 ott 12 at 9:04 pm