“mi hai rubato il silenzio” Urlava GEhard Demetz
febbraio 20th, 2012

Incisivo, violento, di legno.
Le opere parlano tramite la stessa scelta materica. I soggetti infantili acutizzano la critica mal celata. Le sculture di Gehard Demetz non hanno bisogno di spiegazioni. Impattano. E uniscono la precisa capacità manuale, al concetto. Tutto è coerente e contrastante nelle immagini concrete di questo scultore. Gioventù intrappolate. Dei pinocchi, dei bambini di legno imbronciati e sicuri.


I titoli, i dettagli lucidi e i neri che spezzano ancora di più i corpi, sono lettere di un alfabeto estetico che trova una forte coerenza estetica in ogni sua minima espressione. identità cellulari, espresse in forme scomposte in parti geometriche, ad incastro, e per questo custodi di un’identità che rimane unica.

Everything he lied was true

For my Sprit

A soft distortion

Firstsnow in Israel

LEave me Alone

you can’t say no to me

10 100 1000

You have done good for yourself
Non serve aggiungere altro. Lasciamo al silenzio dell’osservazione, la risposta a tutte le domande.























