La nostra trilogia di Thomas Ott

February 19th, 2011

No-words. Fumetti quindi senza dialoghi. Questo è il genere che predilige. Una tecnica graffiata la sua, evitando la banalità di definirlo graffiante. Uno stile che già di per sé racconta più di qualunque altra parola. Bianco e nero, minimalismo cromatico che potenzia un uso eccelso dei chiaro scuri, ombre e luci in un universo -perlopiù- da incubo. Lo svizzero-tedesco Thomas Ott (1966) è diventato celebre grazie alle sue storie in grado di ritrarre con assoluta facilità e chiarezza, i lati più oscuri dell’esistenza. Epiloghi drammatici dovuti a gesti così semplici. Disturbanti quotidianità cadute nel baratro della morte con un ironia che sa di fiele, di amaro, che brucia la punta della nostra lingua.

A voi consigliamo, questi 3 volumi pubblicati da Black Velvet, casa editrice che adoriamo, uno più bello e indigesto dell’altro. Storie che sbalordiscono e sanno tenere sul filo.

Ott collabora con numerose riviste e quotidiani, non solo con storie a fumetti, ma anche con illustrazioni e vignette satiriche. Alla sua attività di disegnatore affianca anche quella nel campo dell’animazione e della musica (è il cantante del gruppo The Playboys).

Written by Irene Pollini Giolai

February 19th, 2011 at 10:30 am

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