SUGO DI DELIRIO D’ONNIPOTENZA : La metafisica dei tubi / AMÉLIE NOTHOMB
September 6th, 2011

“Lo sguardo è una scelta. Chi guarda decide di soffermarsi su una determinata cosa e di escludere dunque dall’attenzione il resto del proprio campo visivo. In questo senso lo sguardo, che è l’essenza della vita, è prima di tutto un rifiuto. Vivere vuol dire rifiutare. Chi accetta ogni cosa non è più vivo dell’orifizio di un lavandino.”
AMÉLIE NOTHOMB
Pochi anni fa fu chiamato caso letterario, lei AMÉLIE NOTHOMB, scrittrice dalle parvenze quasi burtoniane e graziata da un’immaginario tanto femminile quanto preciso e visivamente delineabile. Figlia di un diplomatico belga, questa scrittrice porta in sè un sapore letterario occidentale decorato da leziosi tratti giapponesi, paese in cui è cresciuta.

Una scrittura asciutta, sensibile alle sfumature tonali di ogni emozione, la sua produzione indaga le parti più intime dell’animo umano, e molto spesso il filtro e il punto d’osservazione è proprio la sua esperienza personale. La metafisica dei tubi è una autobiografia dichiarata, e forse per conoscere quest’autrice è bene iniziare da qui. Lasciatevi affascinare dal titolo e dalle prime pagine le labbra s’inarcano, il sorriso è inevitabile. AMÉLIE NOTHOMB racconta i suoi primissimi anni di vita. 0 – 3. Tre anni che la vedono impegnata da prima in una silente e inerme osservazione, e poi, in una scalpitante rivoluzione emotiva e linguistica in qualche modo.
È infatti una neonata cui viene diagnosticata un’ossimorica “apatia patologica”. Amelie è cresciuta e trattata come deliziosa piantina, è una figlia che non parla, non emette suono, rimane addirittura perfettamente immobile: è un “nulla che occupa spazio”. Passeranno due anni prima che il muto tubo-Dio (soffre di giustificatissimo delirio d’onnipotenza) Amelie che tutto può (questa la convinzione della voce narrante) decida di farsi sentire: gridando, per ore, passando dall’apatia all’irritabilità patologica. Un mondo nuovo gli si apre, fatto di contraddizioni e contraddittori. Delusione e impotenza. Una scrittura provocatoria, stilisticamente impeccabile e sbalorditiva per quanto riguarda l’inventio lettararia. Appassionanti e perturbanti descrizioni della natura e della cultura giapponese, s’intervallano a citazioni filosofiche e riflessioni sul senso dell vita. ” Tutto scorre” diceva Eraclito e cita la nothomb, e lo stesso si può dire del testo che si sviluppa con grande armonia, senza mai risultare compiaciuto della propria originalità e senza mai cedere alle seducenti tentazioni dei barocchismi.
“Questo libro è un grande tributo alla parola – è il grande libro dell’incarnazione della Parola, la testimonianza di come la Parola vada a costituire l’essenza stessa della realtà, fondandola, definendola e scolpendola; è la testimonianza incrollabile che il Nulla si caratterizza come antitesi del Verbo. Privarsi della lettura di questo libro significa privarsi d’un vizio – e al vizio è ingiusto e insano resistere, sempre“. Cit. GianFranco Franchi


























