Cultural Humus / Peregrine Honig

March 18th, 2011

Cultural Humus / Peregrine Honig

Scultura, disegno e performances. Disagio, sessualità distorte e bimbe stranite. Peregrine Honig non ci risparmia, mai. Tanto sa essere dolce, quanto terribilmente angosciante. Le abbiamo chiesto da dove arriva tutta questa deliziosa e inquietante fantasia.

Cultural Humus / Peregrine Honig

” Il mio lavoro è una delicata trasposizione di argomenti molto più complessi di quanto si possa cogliere, disegni ingannevolmente semplici ad una prima occhiata. Sono documenti di drammi intimi, manifestazioni visive della malattia, della paura, delle angosce sociali che permeano l’aria.”

Anche senza queste parole qualcosa l’avevamo intuito. Quest’artista come un’equilibrista cammina sul filo sottile che divide il fastidio dalla bellezza. Quell’orrido che affascina in quanto tale, quell’orrido concettuale intrappolato in forme delicate, in sorrisi d’infanzie sfumate. “Il mio lavoro racconta la bellezza di momenti difficili.” Sottolinea.

Ecco intendevamo esattamente questo. Il mondo di Peregrine apre le porte alla spudoratezza di una sessualità forte e accesa. Invita lo spettatore ad osservare senza il timore di trasgredire o offendere. Quando hai iniziato a disegnare? Come hai colto la tua inclinazione creativa?

Mio padre mi regalò uno sketchbook quando avevo 3 anni. Disegnavo in continuazione e lasciavo i miei fogli ovunque. E’ così bello avere una documentazione di quello che sono stata. Ricordo cosa pensavo e vedo chiare le mie mani piccole di bimba. La mia prima curiosità, ossessione, fu il concetto di nascita. L’idea che una persona potesse essere dentro un’altra persona mi emoziona, ncora oggi. Linee chiare e semplici e teste che sbucavano da in mezzo a delle gambe. Ecco quello er ail mio focus. Ero sola nei miei pensieri di bimba e sono stata fortunata che nessuno si sia mai permesso di reprimermi.

Cultural Humus / Peregrine Honig

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Se dovessi citare degli artisti che senti vicini come propensione, chi sceglieresti?

Sally mann é la mia fotografa preferita. I suoi lavori mi commuovono senza soluzione. Marlene Dumas e Frnacesco Clemente sono latri due fotografi che adoro, Geniali. Egon Schiele, i suoi lavori sono intensi ed intimi, Ugh! quelle linee cosi violente e delicate insieme. Poi Will Cotton’s, con i suoi quadri e le sue sculture, delinea una decadenza dai toni precisi, il suo immaginario è indulgente e femminile. E poi il mio caro amico David Ford, che mi ha accompagnato per oltre dieci anni nel mio percorso. E’ fondamentale per me circondarmi di persone che la pensano in modo differente rispetto a me. Confrontarmi sempre su quello che significa arte e il processo di Art making.

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Parlando invece di film, cosa guardi? Con quale film descriveresti il tuo lavoro?
Adoro Isabella Rosselini, I suoi Green Pornos sono meravigliosi. “Wings of Desire” è un’altro film che mi ha lsciato qualcosa, qualcosa di nuovo da rielaborare. Il film invece che parla del mio lavoro non esiste invece… chissà magari lo farò io.

E a livello musicale? Cosa ascolti, chi ami?
Mio marito è un musicista jazz, un sassofonista. Quindi sono molto fortunata, vivo la musica live molto piùù di altri artisti. Quando lavoro nel mio studio risuonano forte voci femminili:
Edith Piaf, Nina Simone, Neko Case, Debbie Harry. Mi piacerebbe uscire con loro e bere del vino, sarebbe davvero ottimo per il mio lavoro.

La selezione di lavori che vedete l’ha fatta Peregrine. Le abbiamo chiesto di scegliere quelli che lei considera più esplicativi del suo “vedere il mondo”. Prendetevi il tempo per affogare nella sua deliziosa decadenza.

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Written by Irene Pollini Giolai

March 18th, 2011 at 6:30 pm

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