Champagne Supernova

ottobre 12th, 2012

Slowly walking down the hall, faster than a cannonball

Decidere che è tempo di partire. Che forse è tempo di tornare. decidere che la vita va presa per mano e va indirizzata. Perchè essere fatalisti? Perchè essere perbenisti? Perchè essere e non apparire? Finire. Non riesco a pensare di poter correre ancora da sola. Una maratona solitaria che deve finire. Deciso. Passo dopo passo. Virginia Woolf l’ha fatto. Con rose tra i capelli e gelsomini ai piedi. Sparire come una supernova nel cielo e avere gli Oasis sparati a mille bites nelle orecchie.

Alan Sillitoe parla della solitudine del maratoneta. Di quella solitudine in quel determinato posto in cui cinquant’anni sono abbastanza per invecchiare se non si hanno ossa forti e un cuore funzionante. Capire che esiste solo la sopravvivenza. Quella fame chimica del cuore che ti fa andare avanti per poi, darti il colpo di grazia. “Mi sembra di essere il primo e l’ultimo uomo sulla tera, l’uno e l’altro insieme”, dice. Tornare allo stato primordiale. La placenta. L’unico luogo sicuro.

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ottobre 12th, 2012 at 11:42 am

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