L’esistenzialista : Juliette Greco
January 2nd, 2011

La musa degli esistenzialisti. Credo che questo titolo possa essere un valido preambolo e già un’ottima descrizione per Juliette Gréco. Icona per molti, sconosciuta per altri.

La sua vita è roccambolesca sin dall’inizio. Di padre còrso di origini italiane e madre sovversiva, bordolese attivista della resistenza. Rischia di esser deportata in un campo nazista, la scampa e vive e cresce con i nonni materni. Arrivò a Parigi dopo la guerra, era il 1946 e cominciò a cantare per i pochi locali rimasti a Parigi. Piace, e molto. Ha un’aria sofisticata sul palco ma al contempo mostra un rassicurante profilo di normalità. Ci crede e canta, canta e girovaga per i caffè del suo quartiere. Chiacchera, si diletta a filosofeggiare con i più alti illuminati dei suoi giorni. E sembra capire, sembra davvero che la signorina Grèco abbia talento e una testa sopraffina. In una notte di 3 anni dopo, quando la guerra oramai sembrava essere solo nelle parole dei suoi testi, seduta dietro le quinte in attesa di esibirsi in un piccolo locale sulla Senna, conosce un trombettista. Diciamo che dire un trombettista è quasi offensivo, lui è ILtrombettista, è di Miles Davis che si parla infatti. Non ci volle poi molto: ecco l’intensa e straziante relazione che tutti ci saremmo aspettati. E’ lo stesso Miles Davis ad ammettere infatti che fu “una storia passionale ed incredibile” e sottolinea che la lontananza dalla sua Juliette lo fece entrare in una sorta di depressione che poi non fece altro che aggravarsi, sino a portarlo agli anni bui dell’eroina. Il repertorio delle canzoni di Juliette Greco è -ancora oggi come un tempo- incentrato su versi scritti da autori celebri, letterati: Raymond Queneau (Si tu t’imagines), Jean-Paul Sartre, amico personale della cantante (La Rue des Blancs-Manteaux) o Jacques Prévert (Les feuilles mortes).Testi raccolti dalla cantante e poi trasposti in musica da Joseph Kosma. Un immaginario alto, colto, da signora dell’aristocrazia, da amante del “Bien de vivre”.

Ma la cara Juliette non si limitò certo a musicare pensieri di scrittori dal piglio intellettuale. Fu anche attrice, d’interpretazioni notevoli e per registi di tutto pregio per altro.


“Quand tu liras cette lettre” di Jean-Pierre Melville, 1953.


“Il Grande rischio” di Howard W. Kock, 1958

“Crack in the mirror” di Richard Flesicher -qui con Orson Welles-, 1960
Singoli famosi
Si tu t’imagines (1950)
Je suis comme je suis (1951)
Les Dames de la poste (1952)
Déshabillez-moi (1967)
Filmografia
1948 – Aller et retour, regia di Alexandre Astruc
1949 – Nel regno dei cieli, regia di Julien Duvivier
1950 – Orfeo, regia di Jean Cocteau
1951 – …e mi lasciò senza indirizzo…, regia di Jean-Paul Le Chanois
1952 – Il guanto verde, regia di Rudolph Maté
1953 – Labbra proibite, regia di Jean-Pierre Melville
1956 – La castellana del Libano, regia di Richard Pottier
1956 – Eliana e gli uomini, regia di Jean Renoir
1956 – Creature del male, regia di Raoul André
1957 – Il sole sorgerà ancora, regia di Henry King
1958 – Terra nuda, regia di Vincent Sherman
1958 – Le radici del cielo, regia di John Huston
1959 – Whirlpool, regia di Lewis Allen
1960 – Dramma nello specchio, regia di Richard Fleischer
1961 – Il grosso rischio, regia di Richard Fleischer e Elmo Williams
1962 – Il sepolcro d’acqua, regia di Henri Decoin
1963 – L’amour à la mer, regia di Guy Gilles
1964 – Sciarada alla francese, regia di Michel Boisrond
1965 – Cento dollari d’odio, regia di Géza von Radványi
1967 – La notte dei generali, regia di Anatole Litvak
1973 – Le Far-West, regia di Jacques Brel
1975 – Lily, aime-moi, regia di Maurice Dugowson
2001 – Belfagor – Il fantasma del Louvre, regia di Jean-Paul Salomé
2002 – Everyman’s Feast, regia di Fritz Lehner


























